“Della folgore l’impeto“

Sede: Livorno (LI) – Dipendenza: Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Comunemente chiamato “il nono”, è l’unico reparto di Forze Speciali dell’Esercito Italiano.
Nelle sue diverse componenti inquadra Ufficiali, Sottufficiali e Volontari in servizio permanente o in ferma breve addestrati e selezionati mediante un iter formativo della durata di circa due anni (5 mesi per i VFB).
Gli Incursori sanno muovere e combattere in tutti gli scenari operativi, dall’alta montagna all’ambiente subacqueo e anfibio, a seguito di aviolanci da alta quota o per infiltrazione a piccoli nuclei e sono particolarmente addestrati ad operare in contesti caratterizzati da elevata autonomia operativa ed a grande distanza dalle linee amiche.
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Luglio 4, 2009 alle 10:55 pm |
Ho fatto servizio al battaglione sabotatori paracadutisti,fin dalla sua costituzione,per scelta dell’allora Ten. Franco Falcone e proveniente dalla 1^ compagnia paracadutisti.
Fui inviato (1962) a Pau (Francia),presso la BETAP,per un corso “moniteur”,che mi avrebbe dato la possibilità di comandare la pattuglia acrobatica per lanci ad apertura comandata che,nello stesso anno,conquistò il primo posto al Campionato del mondo.CCorso interrotto per frattura tripla della gamba destra.
Dopo aver frequentato i corsi previsti per guastatore paracadutisti ed incursore di Marina (Varignano).
Ho comandato la 2^ compagnia sabotatori paracadutisti,ereditandola dal Cap. Franco Angioni,partecipando a numerosissime esercitazioni interforze, in molte parti d’Italia.
Al termine del periodo di comando,sono stato Ufficiale addetto all’addestramento,collaborando ,notevolmente,con l’allora capitano Valdimiro Rossi,alla stesura della famosa “libretta rossa” ed avendo poi come collaboratori il cap. Franco Monticone prima e il Ten.Enrico Persi Paoli in seguito.
In promozione ad Ufficiale superiore,dovetti lasciare il btg.,per svolgere un temporaneo impiego presso un Reparto di volo dell’A..M. e,successivamente,dopo aver frequentato,con successo,la Scuola Lingue Estere, in Alti Comandi NATO ( In Italia e in Belgio).
E’ ben triste,dopo tanti anni di lavoro svolto con passione,dedizine e senso di responsabilità,non essere nemmeno nominato in alcuna parte della memoria storica del Reparto. A me l’onore di aver comandato Uomini eccezionali e di essere stato anche il comandante di Mario Di Lecce,Olivo Dordi , Marcello Fagnani e Giannino Caria,di cui conservo un personale regalo che mi portò,al rientro da una licenza,dalla sua Macomer
Io sono grato a tutti coloro che mi ricordano e sono fiero che il reparto cui ho appartenuto si distingua,come allora e sempre per completa e responsabile preparazione professionale e dedizione.
Luglio 17, 2009 alle 1:12 pm |
Comandante, mi dispiace, io La ricordo con stima e piacere.
Un abbraccio, dall’allora sergente, sergente maggiore, …..alle radio!
Cordialmente,
Roberto Rossetti
-pensionato-
Settembre 8, 2009 alle 7:21 pm |
Non mi sarei mai aspettato che il mio tristissimo disappunto per non essere stato mai ricordato da alcuno,in tanti anni di appartenenza al battaglione sabotatori paracadutisti.Forse una meteora avrebbe avuto maggiori occasioni di essere ricordata!Con gli anni,impariamo trutti che la realtà è più triste di quanto pensiamo.Il 4 novembre 1966, l’aluvione così detta di Firenze,ma checoinvolse molta parte della Toscana,ci ha visti impegnati nel salvataggio di persone e cose in località Pontedera,Castelfranco di sotto, Santa Croc sull’Arno etc..12 giorni di aiuto ininterrotto alla popolazione,isolata e senza viveri,con acqua alta fino al primo piano di ogni abitazione.Per non parlare dell’ospedale di Pontedera,cui demmo, tutti noi,il maggior aiuto (rifornimento di bombole di ossigeno per alimentare la macchina incubatrice di cinque neonati prematuri).L’allora sindaco di Castelfranco,signor Adrio Puccini,fu l’unico a farci pervenire una lettera di ringraziamento.
Per il resto,un inspiegabile silenzio su tutto!
Ottobre 31, 2009 alle 11:12 am |
Comandante, solo questa mattina e per caso ho letto con amerazza la sua lettera. Nonostante i nostri stretti contatti via e mail,le voglio eprimere tutta la mia solidarietà per quanto ha dovuto “conoscere” di noi. La mia solidarietà allievi le sue vicissitudini umane e di Uomo dei SAB.
Un abbraccio cameratesco dal suo allievo SAB
Paolo