Di M.Amatimaggio (Dedalonews)
Il 19 novembre scorso è stato effettuato con successo da una nave della Marina Militare l’ultimo lancio di qualifica del missile Teseo MK.2A (A = Ammordenato) previsto dal programma di sviluppo; con questa arma la Forza Armata acquisisce finalmente una capacità land attack.
Il tema di tiro, effettuato in particolare da bordo di Nave Luigi Durand De La Penne, era particolarmente complesso in quanto simulava uno scenario in acque ristrette con quattro way-points che implicavano altrettante virate, due delle quali di quasi 180°.
Secondo una nota diffusa da MBDA, l’azienda produttrice del missile, i parametri temporali e spaziali del rivettoramento erano calcolati automaticamente dal mission planning del sistema di lancio. La distanza complessiva percorsa dal missile è stata di circa 120 Km ed il tempo di volo è stato di 415 secondi.
Il missile ha eseguito con estrema precisione la traiettoria pianificata a quota sea-skimming, arrivando alla scoperta del bersaglio con un angolo di sguardo di appena 3°. L’impatto diretto è avvenuto alla quota minima programmata al termine della fase homing.
Il lancio è stato seguito con vivo interesse e partecipazione da parte della Marina Militare Italiana, a bordo del cacciatorpediniere c’era il comandante in capo della squadra navale, l’ammiraglio di squadra Giuseppe Lertora (nella foto).
Con questo missile la forza armata acquisisce, infatti, per la prima volta una capacità land attack per neutralizzare bersagli terrestri, seppur limitata, con la quale sarà possibile anche supportare le truppe a terra.
Il Teseo MK.2A potrà essere impiegato in una fascia costiera, ovvero quella in cui si sviluppano le operazioni littoral e anfibie, il naturale prologo ad operazioni a carattere expeditionary con l’inserzione di una forza militare via mare. Naturalmente le capacità land attack di un’arma come il Teseo Mk.2A non possono essere paragonate a quelle di un missile da crociera della categoria.
Con il nuovo sistema di guida introdotto con il programma di aggiornamento, inoltre, il missile Teseo MK.2A sarà in grado di ingaggiare e colpire minacce navali non solo in acque aperte (blue water) ma anche nelle situazioni di littoral warfare (brown water) che sono tipiche degli attuali conflitti asimmetrici.
Ricordiamo che il Teseo MK.2A è la versione estesamente aggiornata del missile superficie-superficie Otomat della MBDA impiegato a bordo di gran parte delle unità navali d’altura della Marina Militare; la nuova versione Teseo MK.2A sarà però imbarcata solo a bordo dei due caccia classe Ammiragli, il De la Penne ed il Mimbelli.
Su tutte le otto fregate classe Maestrale verrà invece mantenuto il Teseo Mk.2 nell’originaria versione “analogica” antinave, anche sulle quattro fregate in corso di ammodernamento.
Il programma di aggiornamento ha completamente digitalizzato il missile in tutte le sue componenti di scoperta/tracking e di navigazione, mentre l’aerodinamica e la propulsione del Teseo MK2 sono invece rimaste invariate, così come le prestazioni del missile.
Si è quindi passati da una tecnologia analogica, risalente a cinque lustri addietro, ad una digitale; ciò, tra l’altro, ha consentito di cambiare radicalmente le logiche di funzionamento della teleguida che si avvale anche del sistema GPS.
Così il Teseo MK.2A potrà navigare tramite way point seguendo percorsi di avvicinamento al bersaglio complessi e, soprattutto, sarà in grado di navigare su terra.
Nuovo anche il mission planning system del missile che consentirà di lanciare sull’obiettivo anche salve di più missili che, provenendo da direzioni diverse, dovrebbero essere in grado di saturare le difese avversarie.
In pratica si tratta di un nuovo sistema d’arma: infatti per il suo utilizzo è necessario sbarcare dai cacciatorpediniere tutti i sottoassiemi dei vecchi sistemi e sostituirli con altri nuovi. Anche la consolle di sistema nella Centrale Operativa di Combattimento è di nuova concezione e, basata su materiale COTS “Ruggerized”, dispone anche di cartografia digitale per pianificare le missioni.
In questa nuova versione il missile della MBDA dovrebbe avere altri 20/30 anni di vita operativa, e al riguardo Fabrizio Giulianini, amministratore delegato e direttore generale di MBDA Italia ha infatti dichiarato che “con la fine di questa campagna si aprono interessanti prospettive commerciali per questo missile, non solo verso il mercato domestico, ma soprattutto verso quello dell’export; il Teseo/Otomat può infatti contare su un installato di primaria importanza con oltre 1000 missili venduti ed in servizio nelle marine di tutto il mondo”.
Ricordiamo che partecipano al capitale del Gruppo MBDA l’inglese BAE Systems (37.5%), la franco-tedesca EADS (37.5%) e l’italiana Finmeccanica (25%).
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