Archivio per la categoria ‘Medaglie d’oro’

Luigi Rizzo, Capitano di Corvetta

Giugno 20, 2007

2 Medaglie d’oro al Valor Militare

Per la grande serenità ed abilità professionale e pel mirabile eroismo dimostrato nella brillante, ardita ed efficace operazione da lui guidata, di attacco e di distruzione di una nave nemica entro la munita rada di Trieste.

Rada di Trieste, notte 9 – 10 dicembre 1917

 

Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e, senza esitare, noncurante del grande rischi, dirigeva immediatamente con le sezioni all’attacco.

Attraversava con incredibile audacia e somma perizia militare e marinaresca la linea fortissima delle scorte, e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche, colpendola ripetutamente in modo da affondarla.

Liberarsi con grande abilità dal cerchio di cacciatorpediniere che da ogni lato gli sbarravano il cammino e, inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità, lo faceva desistere dall’inseguimento danneggiandolo gravemente.

Costa Dalmata, notte sul 10 giugno 1918

http://www.marina.difesa.it/

Licio Visintini, Tenente di Vascello

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Ufficiale il cui indomito coraggio era pari alla ferrea tenacia, dopo lungo difficile e pericoloso addestramento, violava, una prima volta, quale operatore di mezzi d’assalto subacqueo, una delle più potenti e difese basi navali nemiche, costringendo l’avversario a nuove severissime misure.

Inflessibilmente deciso ad ottenere risultati più cospicui, si sottometteva a nuova ed intensa preparazione, in una vita clandestina e di clausura, fino al momento in cui, con sovrumano sprezzo del pericolo e animato da sublime amor di Patria, ritentava l’impresa, nonostante il nemico avesse predisposto tutto quanto la tecnica poteva escogitare per opporsi all’ardimento dei nostri uomini.

Penetrato una seconda volta nella base avversaria, vi incontrava eroica morte, legando il suo nome alla tradizione di gloria della Marina Italiana.

Gibilterra, 9 dicembre 1942

Teseo Tesei, Maggiore del Genio Navale

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Ufficiale Superiore del Genio Navale, in lunghi anni di tenace, intelligente, appassionato lavoro riusciva, superando difficoltà di ogni genere, a realizzare, in cooperazione con altri pochi valorosi tecnici, e successivamente a perfezionare il mezzo d’assalto subacqueo della Regia Marina.

Non pago del decisivo contributo portato dalla sua brillante intelligenza e dalla sua profonda cultura volle personalmente provare, collaudare ed impiegare in guerra l’arma insidiosissima. Nonostante fosse minorato nel fisico per questa attività, inflessibilmente volle partecipare al forzamento di una delle più potenti e meglio attrezzate basi navali dell’avversario, conducendo lo strumento da lui ideato.

Verificatosi nel corso dell’azione un ritardo, dovuti ad imprevisti incidenti tecnici, che avrebbe potuto compromettere l’esito, allo scopo di guadagnare tempo perduto e di portare a termine ad ogni costo il suo compito, decideva di rinunciare ad allontanarsi dall’arma prima che esplodesse contro l’obiettivo.

Col sacrificio della vita assurgeva, unitamente al suo secondo uomo rimasto a lui fedele fino alla morte, alla gloria purissima del cosciente olocausto. Esempio di elette virtù militari e di sublime dedizione alla Patria, oltre il dovere.

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941

Spartaco Schergat, Palombaro

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Eroico combattente, fedele collaboratore del suo Ufficiale dopo averne condiviso i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.

Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’Ufficiale; offesa a morte con ferma bravura, la nave attaccata, seguiva in prigionia la sorte del suo Capo, rifiutandosi costantemente di fornire al nemico qualsiasi indicazione; superbo esempio di ardimento nell’azione e di eccezionali qualità morali.

Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941

Vittorio Moccagatta, Capitano di Fregata

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Comandante di gruppo di forze d’assalto della Regia Marina, consacrava con ardente passione e purissima fede la sua instancabile opera nell’approntamento di speciali mezzi di offesa e nella preparazione dei suoi uomini a sempre più ardui cimenti.

Rinnovando con più vasto disegno le gesta eroiche di una sua precedente impresa, organizzava ed eseguiva il forzamento di una munitissima Base Navale nemica, scagliando con impeto irresistibile i suoi mezzi d’assalto contro le unità alla fonda nel porto, espugnato ad onta dell’incombente violentissima reazione di fuoco. Sulla via del ritorno, attaccato da numerosi aerei nemici, cadeva falciato da raffiche di mitragliera, mentre sui mari della Patria vibrava ancora l’eco della vittoria e assurgeva ai fastigi dell’epopea la gloriosa impresa, alla quale aveva donato in olocausto la vita.

Malta, alba del 26 luglio 1941

Mario Marino, Capo Palombaro di 3^ Classe

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Eroico combattente, fedele collaboratore del suo Ufficiale, dopo averne condivisi i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.

Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’Ufficiale; offesa a morte con ferma bravura, la nave attaccata, seguiva in prigionia la sorte del suo Capo, rifiutandosi costantemente di fornire al nemico qualsiasi indicazione.

Superbo esempio di ardimento nell’azione e di eccezionali qualità morali.

Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941

Antonio Marceglia, Capitano del Genio Navale

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Ufficiale di altissimo valore, dopo aver dedicato tutte le sue forze ad un pericoloso e logorante periodo di addestramento, prendeva parte ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.

Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superando difficoltà ed ostacoli di ogni genere, disponeva la carica sotto una nave da battaglia avversaria e, dopo aver distrutto l’apparecchio, prendeva terra sul suolo nemico dove veniva fatto prigioniero, non prima, però, di aver visto il pieno successo della sua azione.

Luminoso esempio di cosciente eroismo e di alto spirito di sacrificio, si palesava degno in tutto delle gloriose tradizioni della Marina Italiana. Non pago di ciò, una volta restituito alla Marina dopo l’armistizio, offriva nuovamente se stesso per la preparazione e l’esecuzione di altre operazioni.

Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941

Giovanni Magro, Sottocapo Palombaro

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Valorosissimo combattente, dopo lungo difficile e pericoloso addestramento, nel quale era fedele ardito collaboratore del suo ufficiale, con lui violava, una prima volta, quale operatore di mezzo d’assalto subacqueo una delle più potenti e difese basi navali dell’avversario.

Inflessibilmente deciso ad ottenere risultati più cospicui, si sottometteva a nuova e intensa preparazione, in una vita clandestina e di clausura, fino al momento in cui, con sovrumano disprezzo del pericolo e animato da sublime amor di Patria, seguiva il suo ufficiale in una nuova impresa, nonostante il nemico avesse predisposto tutto quanto la tecnica poteva escogitare per opporsi all’ardimento dei nostri uomini.

Nel porto nuovamente violato trovava eroica morte accanto al suo capo, unito indissolubilmente a lui nel sacrificio, così come lo era stato in vita, nel culto della Patria e del dovere.

Gibilterra, 9 dicembre 1942

Giorgio Giobbe, Capitano di Corvetta

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Volontario nelle forze d’assalto della regia Marina, dedicava con vibrante entusiasmo e fede ardente tutte le sue energie al servizio ed al potenziamento di speciali mezzi d’offesa, con i quali era impaziente di superare le gesta già compiute nelle operazioni di Spagna e d’Albania e nel presente conflitto.

Al comando di una formazione destinata al forzamento di una munitissima base nemica, dopo aver atteso ad immediato contatto delle difese avversarie, il momento favorevole all’azione, lanciava, con cuore teso alla meta, attraverso il varco aperto negli sbarramenti, sotto la violentissima reazione di fuoco del nemico, i suoi mezzi di assalto, la cui potenza distruttrice si abbatteva inesorabile e precisa sulle unità nemiche.

Falciato, sulla via del ritorno, da raffiche di mitragliere di aerei nemici, suggellava con la morte il coronamento dell’epica impresa già consegnata con l’aureola della gloria ai fasti della Patria.

Malta, alba del 26 luglio 1941

Luigi Ferraro, Tenente d’Artiglieria

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Volontario nella specialità “Gamma” nei mezzi di assalto della Marina Militare, portava da solo a compimento quattro successive azioni contro quattro navi nemiche, di tre delle quali si è potuto accertare l’affondamento.

Per le difficilissime condizioni dell’ambiente in cui ha dovuto operare e per la crescente vigilanza avversaria, ha coscientemente affrontato e superato rischi mortali sempre maggiori, dando prova di esemplare noncuranza del pericolo, di chiaroveggente freddezza, d’insuperabile perizia tecnica e di inesausto amor di Patria.

I risultati da lui ottenuti aggiungevano nuove glorie a quelle che già avevano reso famosi nel mondo i mezzi navali d’assalto italiani.

Mediterraneo, 7 luglio – 4 agosto 1943

Luigi Faggioni, Tenente di Vascello

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Comandante di un reparto di Mezzi Navali d’Assalto, penetrava di notte, alla testa delle sue unità, nell’interno di una munita base nemica e, con sangue freddo esemplare, dopo aver superato tre ordini di ostruzioni e sbarramenti, le guidava all’attacco, riuscendo ad affondare un incrociatore pesante e due grandi piroscafi.

Mirabile esempio di audacia, congiunta con la più salda ed eroica determinazione di portare a termine la missione affidatagli per la gloria della Patria e della Marina.

Baia di Suda, 25 – 26 marzo 1941

Alessio De Vito, Capo Cannoniere di 3^ Classe

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare

Coraggioso e tenace operatore di mezzi d’assalto di superficie, con altri valorosi – già compagni nei rischi e nelle fatiche di un durissimo addestramento – dopo difficile navigazione forzava una ben munita base navale avversaria, superando un triplice ordine di ostruzioni.

Nella rada violata, quando già era imminente l’alba, con freddezza pari al coraggio, attendeva riunito ai compagni che il Comandante della spedizione procedesse al riconoscimento ravvicinato degli obiettivi e li assegnasse all’audacia dei suoi uomini. Una volta ottenuto il via, si lanciava con saldo animo all’assalto contro grossa petroliera affondandola e coronando così del successo, con l’alto spirito aggressivo, la concezione teoricamente perfetta dell’impresa.

Degno in tutto delle più alte tradizioni di eroismo della Marina italiana.

Acque di Suda, 26 marzo 1941

Aristide Carabelli, Sottotenente delle Armi Navali

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

Volontario dei mezzi d’assalto della Regia Marina, nel tentativo di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali avversarie, accertata la difficoltà di aprire altri varchi, si lanciava deliberatamente con il proprio mezzo carico di esplosivo contro le ostruzioni del porto per aprire breccia all’irruzione dei compagni d’arme.

Fatto esca del suo stesso corpo scompariva nell’esplosione che apriva ai sopravvissuti la via del successo. Non disperato gesto di combattente esaltato ma cosciente stoica decisione oltre ogni dovere, perché dal sacrificio del singolo scaturisse il successo collettivo. Olocausto purissimo che poteva restare ignorato, offerto alla Patria per la sua grandezza e per la continuità delle gloriose tradizioni della regia Marina.

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941

Carlo Bosio, Sottotenente di Vascello

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

“Volontario dei mezzi d’assalto della Regia Marina partecipava a rischiose azioni di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali avversarie, in qualità di capo formazione di barchini esplosivi.

Scoperto e fatto segno a violentissima reazione da terra, dal mare e dal cielo, incurante della sua salvezza, insisteva nella generosa azione portandosi all’attacco di unità avversarie. Immobilizzata l’imbarcazione dal fuoco avversario, benché gravemente ferito, in un supremo slancio di sublime, cosciente eroismo, provocava la distruzione del suo mezzo per non farlo cadere nelle mani del nemico scomparendo egli stesso nell’esplosione.

Esempio di elette virtù militari e dedizione alla Patria oltre il dovere.”

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941

Ettore Bisagno, Sottotenente di Vascello

Giugno 11, 2007

Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

“Ufficiale di grande coraggio e di elevato spirito combattivo, già distintosi, quale destinato alle armi subacquee su Ct., nell’infliggere al nemico superiore per numero e per mezzi la perdita di un Ct. col lancio preciso dei siluri sotto il martellante fuoco avversario che squarciava la sua unità e lo feriva insieme ai suoi uomini, partecipava con eguale ardimento e inesausto valore, al Comando di M.A.S., ad ardue operazioni che portavano alla conquista di mutissima piazzaforte sovietica.

Sottoposto il suo M.A.S. ad improvvisa azione di mitragliamento da parte di due aerei da caccia, dava prova di serenità e audacia e, nonostante le ferite riportate, si lanciava in mare e raggiungeva a nuoto la costa per organizzare le operazioni di soccorso alla sua unità colpita ed incendiata.

Nel corso di un’ardita azione contro piccole unità nemiche, cariche di reparti da sbarco largamente dotati di armi automatiche, impegnava immediato, aspro combattimento a brevissima distanza e, dopo aver gravemente colpito le imbarcazioni avversarie, che da lì a poco colavano a picco, si abbatteva mortalmente ferito.

Forte e sereno fino all’ultimo, sopportava con stoico coraggio l’amputazione di un arto e spirava, esprimendo solo il dolore di non poter più combattere per la Patria. Fulgido esempio di ferreo attaccamento al dovere e di eroiche virtù militari.”

Mar Nero, giugno 1942