Archivio per la categoria ‘Nono’

9° “Col Moschin”, La storia

Giugno 13, 2007

Cenni storici sul 9° Rgt d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”.

La storia del Reggimento inizia nella Grande Guerra con le unità di Arditi, tra cui il IX Reparto d’Assalto, utilizzate per sfondare le difese nemiche a premessa degli attacchi delle fanterie. Gli Arditi si imposero all’attenzione generale, guadagnandosi una fama terribile per la violenza delle loro azioni che si concludevano con lanci di bombe a mano ed all’arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune posizioni austriache sul Col Moschin, sul Col della Berretta e sull’Asolone. Il 20 luglio 1942 si costituisce a Santa Severa (RM) un Reggimento Arditi che il successivo 15 settembre muta in X Reggimento Arditi. Il reparto,caratterizzato dalle fiamme azzurre, opera alle dirette dipendenze dell’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore. Impiegato in operazioni di pattuglia in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia occupata, cessa di esistere come Reggimento l’8 settembre del 1943. Il I battaglione dislocato in Sardegna, si riordina nel 1944 in IX Reparto d’Assalto e partecipa alla Guerra di Liberazione inquadrato nel Gruppo di Combattimento “Legnano”. Smobilitato nel 1946, si ricostituisce a livello Compagnia presso la Scuola di Fanteria a Cesano (RM) nel 1953 ed il 1° giugno 1954 diviene Reparto Sabotatori Paracadutisti. Assegnato al Centro Militare di Paracadutismo di Pisa il 10 maggio 1957, diviene Battaglione Sabotatori Paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue le sorti della rinata Brigata Paracadutisti e, il 1° ottobre 1975 assume la denominazione di 9° Battaglione d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” e riceve in custodia la bandiera del X Reggimento Arditi. Il 24 giugno 1995 assume l’attuale denominazione. La Bandiera di combattimento dell’unità è fregiata di una Croce di Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia, tre Medaglie d’Argento al Valor Militare e una Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito.

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9° “Col Moschin”, La qualifica

Giugno 13, 2007

Il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” è una unità ad altissima specializzazione, composta fin dalla ricostituzione del dopoguerra, da Ufficiali e Sottufficiali.
Unico nel suo genere, il reggimento recluta personale attraverso selezioni fisiche condotte da appositi Nuclei presso le Scuole ed i Reggimenti Addestramento Volontari.
Gli Ufficiali vengono selezionati presso la Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, Marescialli e Sergenti alla Scuola di Viterbo ed i Volontari sia in Sevizio Permanente che in Ferma Breve, come già detto, presso i Reggimenti Addestramento Volontari.

La preselezione iniziale per il nono prevede il superamento delle seguenti prove:

- almeno dieci trazioni alla sbarra;
- almeno trenta piegamenti sulle braccia (flessioni);
- almeno quindici piegamenti alle parallele;
- almeno quaranta piegamenti addominali;
- corsa piana, 1500 mt, in massimo 6′.

Ciascuna prova, tranne la corsa, deve essere completata in un tempo massimo di 1 minuto.
Gli idonei alle preselezioni, al termine dei rispettivi iter di formazione presso Scuole e RAV, raggiungono la 101^ Compagnia del Reparto Addestramento Forze Speciali del Reggimento, dove affrontano un “Tirocino Pratico”.
Tale tirocinio ha luogo due volte l’anno nei mesi di maggio-giugno oppure ottobre-novembre.

Dopo aver ripetuto le prove di preselezione, gli idonei affrontano le tre settimane del tirocinio, durante le quali devono essere completate sette marce zavorrate su percorso noto, a difficoltà crescente. Si comincia con una marcia diurna di 10 kilometri su percorso in piano per terminare con una marcia notturna di circa 24 kilometri su terreno vario. Accompagna gli aspiranti incursori uno zaino di 20 kilogrammi di peso.

Gli idonei al termine delle tre settimane sono avviati alla frequenza del corso per Guastatore Paracadutista, della durata di circa 11 mesi per il personale in Servizio Permanente.
Un corso di circa cinque mesi qualifica Guastatori Paracadutisti i Volontari in Ferma Breve della 111^ Compagnia del Reggimento.

Il corso è strutturato in moduli addestrativi di durata variabile che riguardano:

- topografia e navigazione terrestre;
- armi e tiro;
- esplosivi e tecniche di demolizione;
- addestramento individuale al combattimento;
- tecniche di primo soccorso.

Ciascuna fase è a carattere selettivo. Gli idonei, superati gli immancabili esami, ottengono la specializzazione di Guastatore Paracadutista che chiude la 1^ fase della preparazione dei futuri Incursori.

La seconda fase della formazione avviene sia presso i Centri Addestramento di specialità dell’Esercito che presso la Marina Militare:

- sci, roccia e combattimento in montagna presso il Ce.Alp. di Aosta;
- tecnica dell’aviolancio in caduta libera da alta quota pressa il C.A.Par. di Pisa;
- corso per subacquei e navigazione marittima presso la M.M. a La Spezia.

Un ulteriore periodo presso il RAFOS perfeziona la preparazione nelle discipline specifiche delle Forze Speciali dell’aspirante incursore.
Il personale giudicato idoneo al termine del lungo ciclo addestrativo, consegue la specializzazione di Incursore Paracadutista e viene assegnato alle Compagnie Incursori del Reggimento.

Ulteriori corsi presso scuole di formazione internazionali completano le capacità di questi combattenti d’élite.

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9° Rgt d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”

Giugno 13, 2007

Della folgore l’impeto

9° Col Moschin

Sede: Livorno (LI) – Dipendenza: Brigata Paracadutisti “Folgore”.

Comunemente chiamato “il nono”, è l’unico reparto di Forze Speciali dell’Esercito Italiano.

Nelle sue diverse componenti inquadra Ufficiali, Sottufficiali e Volontari in servizio permanente o in ferma breve addestrati e selezionati mediante un iter formativo della durata di circa due anni (5 mesi per i VFB).

Gli Incursori sanno muovere e combattere in tutti gli scenari operativi, dall’alta montagna all’ambiente subacqueo e anfibio, a seguito di aviolanci da alta quota o per infiltrazione a piccoli nuclei e sono particolarmente addestrati ad operare in contesti caratterizzati da elevata autonomia operativa ed a grande distanza dalle linee amiche.

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