Archivio per la categoria ‘Appunti’

Appuntamenti televisivi Dicembre 2007

Dicembre 14, 2007

Sabato 15 dicembre 2007ore 14:30
Rai Uno – Effetto sabato

  • Servizio dedicato al ritrovamento del relitto del Polluce con intervento in studio del personale di COMSUBIN.

Domenica 16 dicembre 2007ore 18:05
Rai Due – TG 2 Dossier

  • Ricordando l’impresa di Alessandria d’Egitto,
    Speciale sugli incursori della Marina Militare: “Gli uomini del Varignano”

GOS - Ritrovamento PolluceX MAS - Alessandria

http://www.marina.difesa.it/

Uno spot Rai anti-Usa sulla pelle dei militari in missione in Libano

Agosto 31, 2007

di Gianalfonso D’Avossa (da “Libero” del 31/08/2007).

Ho seguito con particolare attenzione il servizio dal Libano andato in onda martedì 28 agosto sulla nostra terza rete, presenti con il ministro i massimi responsabili militari della Difesa e il nostro contingente, la Folgore, inquadrato nelle Nazioni Unite con il suo comandante, il generale degli Alpini Claudio Graziano. Prima di scriverne mi sono procurato la registrazione di quanto trasmesso per non correre il rischio di avere capito male. La trasmissione mi è apparsa subito fortemente antiisraeliana e antiamericana. Non mi sembrava possibile che il presidente della Repubblica, che ha rivolto in diretta un sentito apprezzamento ai nostri militari impegnati in Libano, potesse essere coinvolto in quella che risultava essere una lucida, fredda, calcolata, macchiavellica operazione politica, attuata a tavolino sulla pelle del nostro contingente militare. Non era dei nostri generosi e disciplinati soldati che si volesse tanto parlare quanto della barbarie della guerra. In un’ottica politica ovviamente ben precisa. Da una parte i nostri uomini in uniforme, intenti più a fare i bene accetti assistenti sociali e a tagliare e distribuire la pizza che i combattenti. Dall’altra questi terribili israeliani con i loro omologhi americani, che sventrano i villaggi, uccidono i bambini, sconvolgono il corpo e la mente dei loro stessi reduci. Il giornalista Riccardo Iacona, responsabile del servizio televisivo, con una superficialità inaudita, ha fatto riferimento a Nassiriya dando per certa la colpevole responsabilità di quella catena di comando. Nell’elogiare l’apparato di sicurezza realizzato in Libano, ha detto testualmente: «Qui un camion come quello di Nassiriya non potrebbe entrare». Lo stesso Parisi, visibilmente in difficoltà, ha prima sottolineato «l’eccellenza» del lavoro sempre svolto dai nostri militari. Poi ha sentito la necessità di pensare «al dramma del popolo americano, che è un popolo al quale siamo legati da profondi sentimenti di amicizia e dal comune riferimento agli stessi valori». Come ha potuto, il nostro ministro della Difesa, acconsentire a un tale improprio coinvolgimento? Anche io caro direttore, come Marco Gianni, mi vergogno di questo governo, responsabile di questa manipolazione vergognosa che ci umilia tutti, per primi coloro che con rischio della vita assolvono il loro difficile compito di difensori della pace. Quanto è stato realizzato andava bene per una tavola rotonda fra politici e intellettuali, senza coinvolgere il Capo dello Stato e, soprattutto, alla presenza di ufficiali, sottufficiali e soldati che non devono mai essere coinvolti, direttamente o indirettamente, in valutazioni e controversie politiche. Ho percepito, guardando quelle immagini, l’imbarazzo dei nostri uomini in divisa, giovani e meno giovani, attenti a non tradire il loro ruolo imparziale. C’è proprio da complimentarsi con i vari consiglieri delle nostre maggiori autorità di governo, per un coinvolgimento tanto irresponsabile. Onore al generale Graziano che, invitato subdolamente a commentare altre missioni, si è rifiutato e, con calma determinazione alpina, ha rivendicato le sue uniche responsabilità di comandante e capo missione dell’Onu! E onore a quell’unico parlamentare, il deputato Roberto Salerno, che ha sentito il dovere di «chiedere scusa agli Stati Uniti per come la giornalista Botteri ha rappresentato l’azione dei militari americani in Iraq»!

Nuovo news server: “news.incursori.net”

Luglio 3, 2007

In vista della prossima apertura di “Incursori.net”, il nostro nuovo portale, la sezione dedicata alle news e gli articoli continua in:

http://news.incursori.net/ .

Potrete inoltre abbonarvi al nuovo RSS feed utilizzando uno dei seguenti indirizzi:

(Per l’utilizzo dei Feed RSS vedi l’articolo: Feed Rss di “Arditi Incursori”, per essere sempre aggiornato).

Looker
looker(at)incursori.net

http://www.incursori.net/

“Corpo d’élite”, caratteri generali

Giugno 15, 2007

Un corpo d’élite, o unità d’élite o corpo speciale (special force in inglese) è in genere un reparto di un corpo militare o di polizia con particolari caratteristiche o con funzioni specializzate.

A unità di questo tipo sono demandati i compiti più difficili, che i militari o agenti del resto del corpo non sono addestrati ad affrontare. Per questo motivo l’accesso alle unità d’élite è subordinato ad una severa selezione e ad un addestramento impegnativo.

Tradizionalmente i compiti di queste unità si dividono in 5 rami:

1. Operazioni anti-terrorismo
2. Operazioni di guerra non convenzionale
3. Addestramento di unità di forze di sicurezza estere
4. Ricognizioni speciali
5. Attacchi e incursioni a obiettivi mirati

Solitamente le azioni dei corpi speciali sono eseguite da appositi gruppi operativi (talvolta si parla, quantunque impropriamente, di commando) addestrati alla singola missione che viene preventivamente pianificata, provata (eventualmente con simulazione della situazione e delle prevedibili evoluzioni) e discussa. Gli addestramenti comprendono in genere corsi di roccia, armamento, topografia, combattimento corpo a corpo, paracadutismo, discesa in corsa da veicoli e da elicotteri, guida veloce, psicologia, criminologia, medicina, lingue, spionaggio.

In tempi recenti, la prima nota apparizione di un corpo d’élite si ebbe nel 1972, con l’intervento delle allora chiamate “Teste di Cuoio” tedesche, le quali intervennero durante la nota azione terroristica che ebbe luogo alle Olimpiadi di Monaco, poi culminata in una strage. L’esito militare fu lungamente discusso: i terroristi furono neutralizzati, ma al gravissimo prezzo della perdita di numerosi ostaggi, perciò molti parlarono di fallimento dell’azione. Ciò malgrado, nei paesi più attenti a queste tematiche si intravide l’utilità potenziale dell’impiego di simili forze, e tutto sommato l’operazione di Monaco diede poi impulso allo sviluppo di simili articolazioni operative in forze armate di molte nazioni. Successivamente, il blitz israeliano a Entebbe fornì la riprova dell’opportunità di predisporre forze specialistiche per esigenze speciali.

Arditi Incursori dal mareIn Italia i corpi più rappresentativi sono il COMSUBIN, Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare, i Fucilieri di Marina del Rgt. San Marco, il Col Moschin, i GIS dei Carabinieri, insieme ai loro cugini, i Carabinieri Paracadutisti del Tuscania (tra i quali selezionano le loro unità) e i NOCS della Polizia di Stato. Sono militari appositamente preparati ad affrontare la popolazione ostile anche in ambiente urbano. Anni fa erano ancora operativi gli OSSI, Operatori Speciali Servizio Informazioni, appartenenti alle diverse forze armate italiane, inquadrati nei SIOS.

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Buccari (Bakar)

Giugno 10, 2007

Buccari (Bakar)

Bùccari (in croato Bakar) è una cittadina della costa della Croazia situata pochi chilometri a sudest di Fiume, in fondo ad un riparato vallone che si apre di fronte al Quarnero e all’isola di Veglia. Il comune conta 7.773 abitanti, di cui 1.556 nel centro omonimo.

È tradizionalmente considerata l’estremo confine nord-orientale della regione geografica italiana.

La baia (o vallone) di Buccari è una profonda e stretta insenatura che si insinua nella terraferma con andamento parallelo alla costa. Essendo particolarmente adatta a riparare navigli di grande stazza, durante la prima guerra mondiale costituì insieme a Pola una delle più importanti basi navali austro-ungariche; l’11 febbraio 1918 fu teatro della celebre beffa di Buccari.

Buccari ha lo status di città (grad) all’interno della contea litoraneo-montana (Primorsko-goranska županija).

Fino al 1940 era presente una minoranza italiana (sul finire dell’Ottocento un censimento eseguito da autorità croate segnalava il 30% di Italiani), ora del tutto scomparsa. Dal 1941 al 1943 fece parte della Provincia di Fiume.

http://it.wikipedia.org/
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