Archivio per la categoria ‘Xª Flottiglia Mas’

Video TG1 Storie: “Le imprese della Marina”

Giugno 20, 2007

Speciale Festa della Marina 10 e 19 giugno 2007, Taranto.

Le imprese della Marina

Rai Click” – Puntata del 18 giugno 2007

L’approfondimento e’ dedicato alle imprese della nostra Marina Militare nel corso della prima guerra mondiale con le temerarie operazioni a bordo dei motoscafi MAS.

Argomenti trattati:

video wmvGuarda il video in formato “.wmv”

Nota per Utenti MAC e Linux:

Il software Windows Media Player al momento non consente il visionamento dei video da computer Mac in modalità full screen nel caso in cui il video sia embedded (cioè inserito all’interno di una pagina, come avviene su Rai Click).
A fianco di ogni video è però disponibile un bottone, cliccando sul quale hai la possibilità di visualizzare il programma con un player alternativo. (ad esempio Videolan VLC)

Videolan VLC media player Download Videolan VLC (multipiattaforma)

http://www.raiclicktv.it/

La “Beffa di Buccari”

Giugno 15, 2007

10 – 11 Febbraio 1918

MAS

“[...] Ci riferiamo all’azione condotta all’interno del porto di Buccari, nelle vicinanze di Fiume [...]. Fu una missione davvero valorosa, che mancò purtroppo i suoi obiettivi [...] ma venne immortalata, per il coraggio militare e la perizia marinaresca di tutti coloro che vi parteciparono, nelle pagine lasciate da Gabriele d’Annunzio, anch’egli protagonista dell’azione divenuta in seguito famosa come “beffa di Buccari”. Data della spedizione: la notte fra il 10 e l’11 febbraio 1918. Obiettivo: penetrare nelle acque di Buccari, attaccare e silurare le navi nemiche all’ancora. [...] Capo flottiglia MAS: il capitano di fregata Costanzo Ciano, con guidone sul MAS 96, a bordo del quale si trovava, come osservatore, il maggiore di cavalleria Gabriele d’Annunzio, poeta e scrittore. Comandante del MAS 96: il capitano di corvetta Luigi Rizzo, già affondatore della Wien [...]. La preparazione fu accurata e gli uomini resi esperti e collaudati dalle precedenti imprese: si può dire che, quella notte, gran parte del meglio dell’assalto silurante fosse riunito a bordo delle unità in avvicinamento nelle acque istriane. [...]

All’inizio della missione, così scriveva il Vate:

“10 febbraio 1918. Ci siamo affilati nella lunga attesa come sopra la ruota di un arrotino difficile. Siamo tutti taglio e punta, fissi su una rude impugnatura … Credo che di rado uomini furono così compiutamente pronti a un’azione disegnata. Nula manca; tutto è previsto. L’indugio non ci giova più; ci logora …
Marinai, miei compagni, questa che noi stiamo per compiere, è un’impresa di taciturni. Il silenzio è il nostro timoniere più fido. Per ciò non conviene lungo discorso a muovere un coraggio che è già impaziente di misurarsi col pericolo ignoto …
Siamo un pugno d’uomini su tre piccoli scafi. Più dei motori possono i cuori. Più dei siluri può la volontà. E il vero treppiede della mitragliatrice è lo spirito di sacrificio …
Per lasciare un segno al nemico portiamo con noi tre bottiglie suggellate e colorate di fiamme tricolori. Le lasceremo a galla, stanotte, laggiù, nello specchio d’acqua incrinato, tra i rottami e tra i naufraghi delle navi che avremo colpito. In ognuna è chiuso questo cartello di scherno …”

[...] Mezzanotte: iniziava la giornata dell’11 febbraio 1918 e il “poeta dell’eroicità” così descrisse quel momento:

“Nasce il nuovo giorno … navighiamo da quattordici ore. Teniamo da cinque ore le acque del nemico. Gli siamo entrati nella strozza, e poi nel profondo stomaco. Siamo un pugno d’uomini sopra tre brulotti disperati, soli, senza alcuna scorta, lontanissimi dalla nostra base, a una sessantina di miglia dalla più potente piazza forte marittima imperiale, a poche miglia dalle superate difese di Farasina, a poche centinaia di m dalle batterie di Porto Re. Un allarme, e andiamo in perdizione.”

I MAS di Ciano, di Rizzo e degli altri penetrarono nella baia senza suscitare alcun allarme e, con decisione, si diressero verso il profondo del vallone di Buccari, dove si trovavano gli ancoraggi delle navi austriache. Giunse il momento dell’attacco, ma, malauguratamente per i nostri assaltatori, i siluri furono sì precisi contro i bersagli, quattro piroscafi mercantili, ma, tranne uno che esplose, tutti rimasero impigliati nelle reti parasiluri, senza poter colpire i bastimenti nemici. E’ indubbio che, nella storia, il valore dell’azione rimane; mancò solo il risultato finale. [...]

La “beffa di Buccari” è sempre stata considerata una vittoria morale e d’abilità militare e marinaresca degli assaltatori della Regia Marina: è una valutazione giusta e onesta, che dovrebbe essere ben conservata fra le pagine migliori della storia militare e navale del nostro paese.

Secondo d’Annunzio, l’uscita da Buccari e il ritorno verso le coste patrie furono segnati da questi sentimenti:

“Lasciamo dietro di noi le soglie del Quarnaro posseduto. La nostra piccola bandiera quadrata si muove come una mano che faccia di continuo cenno. Ha il rosso rivolto verso l’Istria che mi par di rivedere in sogno, simile a un grappolo premuto o a un cuore pesto.
Ho l’amaro del sale in bocca …
L’alba non è uguale per tutti.
Dall’Italia navighiamo verso l’Italia!”

Memento Audere SemperIl lettore [...] si potrà ora chiedere perchè quell’azione del 10-11 febbraio 1918 fu battezzata [...] “beffa di Buccari”. L’origine della definizione va ricercata in due elementi della missione. Il primo fu rappresentato dall’avvicinamento indisturbato nelle acque istriane di una formazione navale di una certa consistenza [...] accompagnato dalla violazione non avvertita delle acque interne più difese della rada di Buccari, seguito da un ritiro incontrastato verso il mare aperto, sempre senza che il nemico si accorgesse di quello che era accaduto e che stava ancora accadendo.

Il secondo aspetto fu l’atto di sfida, la provocazione tipica del carattere di d’Annunzio, materializzatasi con il lancio da parte sua di tre bottiglie tricolori contenenti, appunto, un cartello di sfida alla Marina imperiale:

“In onta alla cautissima flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d’Italia, che si ridono d’ogni sorte di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l’inosabile.
E un buon compagno, ben noto – il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro – è venuto con loro a beffarsi della taglia.”

[...] .”

tratto da:

ATTACCO DAL MARE – Storia dei mezzi d’assalto della Marina italiana“, di Giorgio Giorgerini.

Xª Flottiglia MAS. Breve introduzione

Giugno 15, 2007

Memento Audere Semper!

La Xª Flottiglia MAS, anche nota come Decima MAS, Xª MAS, o “la Decima”, fu una unità speciale della Regia Marina italiana, il cui nome è legato a leggendarie imprese belliche. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 fu sciolta e riorganizzata con il nome di “Mariassalto”: tale unità della Regia Marina, comandata dal Capitano di Fregata Ernesto Forza e di base a Taranto, continuò le attività belliche al fianco degli Alleati. Nel 1954 fu ricostituito il gruppo con il nome di Comsubin (Comando Subacqueo Incursori).

 

Le origini: la prima guerra mondiale.

MASLe origini della Xª Flottiglia MAS sono nelle fasi iniziali della prima guerra mondiale, quando il cantiere navale veneziano SVAN (acronimo per: Società Veneta di Automobili Navali) fornì alla Regia Marina i suoi primi MAS, cioè Motobarca Armata SVAN. Successivamente la produzione venne affidata anche ad altri cantieri e l’acronimo MAS passò a significare Motobarca Armata Silurante, e in seguito Motobarca si trasformò in Motoscafo. L’acronimo “MAS” fu sviluppato anche con altre definizioni, fra le quali, il motto Motum animat Spes, e quella di Gabriele D’Annunzio, che vi fece aderire, come si legge nei suoi taccuini, il motto Memento Audere Semper.

D’Annunzio, che aveva partecipato al battesimo del fuoco dei MAS durante la Beffa di Buccari, ebbe sempre una particolare simpatia per il nascente gruppo degli incursori della marina, e la sua influenza nel regime fascista gli consentì di propugnarne a più riprese il potenziamento.

Si trattava di motoscafi derivati dai natanti turistici, ai quali venivano applicati tubi di lancio per siluri; imbarcazioni di questo tipo dovevano servire a moltiplicare la potenzialità offensiva navale non investendo in poche ma potentissime navi da guerra, come fatto fino ad allora, ma realizzando molti piccoli, agili ed economici natanti la cui funzione era quella di attaccare le navi nemiche come velocissimi “lanciasiluri”, sfruttando l’effetto sorpresa. Il concetto si dimostrò efficace, e questi mezzi riportarono diversi successi, sotto il comando di Raffaele Rossetti e Raffaele Paolucci, fra i quali l’impresa di Pola.

Oltre ai MAS, da cui derivò poi il nome del reparto, gli anni della prima guerra mondiale videro l’impiego di altri mezzi più vicini a quelli poi effettivamente impiegati nella seconda guerra mondiale, tra questi il Barchino Saltatore e la Torpedine Semovente. Fra le incursioni più eclatanti va ricordato Luigi Rizzo che nel dicembre del 1917 affondò a largo di Trieste la corazzata austriaca Wien e nel giugno del 1918 al largo di Premuda attaccò ed affondò la corazzata Santo Stefano.

 

Missioni svolte nella prima guerra mondiale.

  • Durazzo, giugno 1916: – 2 MAS – Berardinelli, Pagano – affondamento piroscafo Lokrum (1.000 t)
  • Durazzo, giugno 1916: 2 MAS – Berardinelli, Pagano – affondamento piroscafo Sarajevo (1.100 t)
  • Canale di Fasana, 2 novembre 1916: torpediniera MAS 20 – Cavagnari, Goiran, De Angelis – vengono lanciati 2 siluri, che però non superano le reti di protezione della nave
  • Trieste, Vallone di Muggia 9-10 dicembre 1917: MAS 9 e 13 – C.C. Luigi Rizzo – affondata corazzata Wien (5.600 t)
    • MAS 13: Ferrarini, Origoni, Volpi, Salvemini, Cassisa, Cabella, Dagnino, Piccirillo, Pessina
    • MAS 9: Battaglini, Martini, Foggi, Mazzella, Orsi, Poltri, Camini, Sansolini
  • Beffa di Buccari, febbraio 1918: MAS 94, 95, 96 – Gabriele D’Annunzio, Ciano, Luigi Rizzo – azione dimostrativa di forzamento del porto
  • Durazzo, giugno 1918: 2 MAS – Pagano, Azzi – Piroscafo Bregenz (3.900 t)
  • Pola, 13-14 maggio 1918: Grillo – T.V. Pellegrini e altri – superate 4 delle 5 ostruzioni
  • Impresa di Premuda, 10 giugno 1918: MAS 15 e 21 – GM Giuseppe Aonzo (MAS 21), C.po Armando Gori (MAS 15) – affondata corazzata Szent István (Santo Stefano)
  • Impresa di Pola, novembre 1918 : Mignatta – Magg.(GN) Raffaele Rossetti e Ten. (Med) Raffaele Paolucci di Valmaggiore – forzato il porto a nuoto con il mezzo speciale semovente; affondata corazzata Viribus Unitis (20.000 t) e piroscafo Wien.

 

Tra le due guerre mondiali: formazione della 1ª Flottiglia MAS.

Lo sviluppo dell’incursione subacquea nell’ambito della Marina risale però al 1935; è in quell’anno infatti che due Ufficiali, Teseo Tesei ed Elios Toschi, iniziarono a mettere mano a un progetto che nei loro intenti doveva servire a colmare la disparità di mezzi tra la Regia Marina e la più potente forza navale dell’epoca, la Royal Navy. Venne così costituita la 1ª Flottiglia MAS, incaricata di organizzare i mezzi d’assalto della marina.

Il punto di partenza furono le versioni rinnovate dei MAS e i siluri. Nell’idea di Toschi e Tesei il siluro diventava un mezzo di incursione subacquea. Nacque così il (SLC, Siluro a Lenta Corsa) siluri elettrici in grado di trasportare due uomini oltre alla testa esplosiva sganciabile, che veniva fissata dai due operatori alla chiglia della nave nemica. Questo mezzo è meglio noto con il nomignolo di maiale, l’origine del soprannome è incerta da una parte vi è la forma goffa del mezzo, dall’altra il fatto che erano mezzi lenti e poco agili. I maiali erano portati sul luogo delle operazioni, tipicamente un porto nemico per mezzo di speciali unità, in genere sommergibili modificati per ospitare alcune (2 o 4) di queste unità sul ponte. Oltre ai MAS e SLC vennero sviluppati anche gli MTM (Motoscafi da Turismo Modificati) ed i barchini esplosivi.

La ricerca venne interrotta con la fine della guerra d’Etiopia, per riprendere solo alla fine del 1939. Alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale la Marina decise di riprendere gli studi per l’impiego operativo del maiale e dei barchini. L’attività iniziale fu quella di sperimentare in segreto le nuove armi della marina; la flottiglia era dunque un’unità speciale, ad attività riservata.

 

La seconda guerra mondiale: la Xª Flottiglia MAS.

Gamma della X MASLa prima azione bellica fu il tentativo di attacco al porto di Alessandria d’Egitto nell’agosto del 1940, ma i primi mesi di attività degli assaltatori furono segnati dalla sfortuna. Andarono infatti perduti sei mezzi d’assalto, oltre a due sommergibili e a un piroscafo utilizzati per l’avvicinamento allo scenario dell’azione.

Nell’ottobre successivo l’obiettivo fu il porto di Gibilterra. Il mezzo scelto per l’avvicinamento il sommergibile Scirè; la fase iniziale della missione si svolse senza inconvenienti, ma per problemi legati agli autorespiratori e alle attrezzature, anche questa operazione non ebbe successo.

Il 15 marzo 1941 la 1ª Flottiglia MAS fu ribattezzata su proposta del Capitano di Fregata Vittorio Moccagatta in Xª Flottiglia MAS. Il nuovo nome fu scelto in riferimento alla legione prediletta di Giulio Cesare, la Legio X gemina. Fu confermato l’utilizzo dei mezzi presenti nella 1ª Flottiglia, e fu riconosciuta formalmente la specialità degli uomini d’assalto o uomini gamma, sommozzatori in grado di nuotare fino a sotto le navi nemiche per collocarvi dell’esplosivo.

La prima azione con risultati significativi fu quella del 25 marzo 1941: sei barchini esplosivi presero di mira diverse unità nemiche nella baia di Suda, affondando fra l’altro l’incrociatore HMS York. Nel maggio successivo fu tentata un’altra missione contro il porto di Gibilterra, ancora con il sommergibile Scirè comandato dal Ten. di vascello Junio Valerio Borghese e ancora caratterizzata da un fallimento dovuto a problemi tecnici dei mezzi. Fallimento seguito da quello del luglio successivo in un azione contro Malta. Il 26 e 27 luglio 1941 la Xª MAS provò ad attaccare Malta, ma fu respinta con pesanti perdite. Tra i caduti in azione ci fu il fondatore Tesei.

I fallimenti furono comunque utili per accumulare esperienza e mettere a punto tecniche e materiali. E anche l’episodio di Malta, che avrebbe potuto segnare la fine dell’incursione subacquea, divenne invece lo sprone per fare ancora meglio: nuove risorse furono assegnate ai reparti d’assalto, mentre a quelli subacqueo e di superficie si affiancò il nuovo “Gruppo Gamma“, costituito da nuotatori d’assalto.

Il 20 settembre 1941 finalmente i “maiali” dello Scirè colsero un discreto successo a Gibilterra, dove riuscirono a minare tre unità navali. Il dicembre successivo la Xª Flottiglia MAS effettuava l’azione più nota, l’affondamento delle navi da battaglia britanniche HMS Valiant e HMS Queen Elizabeth.

 

L’affondamento della HMS Valiant e della HMS Queen Elizabeth.

«…6 Italiani equipaggiati con materiali di costo irrisorio hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’asse»

La più celebre delle azioni della Xª Flottiglia MAS fu l’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth e di una petroliera ormeggiate nel porto di Alessandria d’Egitto, il 19 dicembre 1941. La notte del 3 dicembre il sommergibile Sciré comandato dal tenente di vascello Junio Valerio Borghese lasciò La Spezia per la missione G.A.3. Dopo uno scalo a Leros, in Egeo, per imbarcare gli uomini, il 14 dicembre il sommergibile si diresse verso la costa egiziana per l’attacco previsto nella notte del 17. Ma una violenta mareggiata fece ritardare l’azione di un giorno. La notte del 18, approfittando dell’arrivo di tre cacciatorpediniere che obbligano i britannici ad aprire un varco nelle difese del porto, i tre SLC, Siluro a Lenta Corsa penetrarono nella base per dirigersi verso i loro obiettivi. L’equipaggio Durand De La Penne – Bianchi puntò verso la nave da battaglia HMS Valiant. Perso il secondo a causa di un malore, De La Penne trascinò sul fondo il proprio mezzo fino a posizionarlo sotto la carena della nave da battaglia prima di affiorare, essere catturato e portato proprio sulla corazzata. Marceglia e Schergat attaccarono invece la HMS Queen Elizabeth, alla quale agganciarono la testata esplosiva del loro maiale, quindi raggiunsero terra e riuscirono ad allontanarsi da Alessandria, per essere catturati il giorno successivo. Martellotta e Marino, con il terzo SLC, costretti a navigare in superficie a causa di un malore del primo, condussero il loro attacco alla petroliera Sagona. Dopo aver preso terra vennero anch’essi catturati dagli egiziani. Quattro navi furono gravemente danneggiate nell’impresa: oltre alle tre citate anche il cacciatorpediniere HMS Jervis, ormeggiato a fianco della Sagona, fu infatti vittima delle cariche posate dagli assaltatori italiani. Sebbene l’azione fosse un successo, le navi si adagiarono sul fondo, e non fu immediatamente possibile avere la certezza che non fossero in grado di riprendere il mare. Durante il periodo dell’armistizio de La Penne venne decorato con la medaglia d’oro al valor militare che gli venne appuntata dal commodoro Sir Charles Morgan ex comandante della Valiant. Poiché l’affondamento avvenne in acque basse le due navi da battaglia furono recuperate negli anni successivi.

 

L’attività sino all’armistizio.

X^ MASUn secondo tentativo condotto contro Alessandria nel maggio del 1942 non ebbe esito. Intanto i tedeschi richiesero l’invio di un reparto di Incursori per bloccare i porti del Mar Nero, e cinque barchini siluranti e altrettanti esplosivi con i loro equipaggi si avviarono verso la Crimea a bordo di autocarri. Altri barchini partirono per il nord Africa, dove operarono lungo la costa in appoggio alle operazioni terrestri. Intanto lo Scirè venne affondato davanti ad Haifa: trasportava alcuni nuotatori d’assalto, che dovevano attaccare il porto.

A partire dal luglio 1942 a Gibilterra il ruolo dello Scirè venne assunto dal piroscafo Olterra e dal Villa Carmela, basi segrete della Xª Flottiglia MAS in territorio spagnolo, neutrale. Queste basi dalle quali nuotatori e subacquei uscivano per attaccare le navi in rada, permisero al gruppo denominato Orsa Maggiore e successivamente ad altri gruppi una serie di operazioni coronate da successo.

A partire dal marzo 1943, il tenente di Artiglieria di complemento Luigi Ferraro, abile nuotatore arruolatosi nella Xª Flottiglia MAS, operando solitariamente, attaccò 4 piroscafi provocando la perdita parziale o totale, di 24.000 tonnellate di naviglio mercantile nemico nei porti di Alessandretta e Mersina. L’andamento sfavorevole del conflitto costrinse a ridurre progressivamente il numero delle missioni.

Vennero comunque valutate e pianificate azioni in Sudafrica (importante scalo per gli Alleati) e fino nel fiume Hudson a New York, ma non vennero mai realizzate. In particolare l’azione contro il porto di New York venne valutata sia come azione in solitario della Xª Flottiglia MAS, che nella prospettiva di missione di supporto per l’azione della Regia Aeronautica denominata Operazione S. In questo caso un sommergibile della decima avrebbe dovuto effettuare un rifornimento in pieno Oceano Atlantico come scalo tecnico per l’idrovolante CANT Z.511. L’idea venne giudicata troppo azzardata, e la Regia Aeronautica optò successivamente per una missione senza scalo con un quadrimotore Savoia-Marchetti S.M.95. Anche questa missione rimase allo stadio di progetto per l’armistizio. [1]

 

Missioni svolte sino all’armistizio.

Missioni compiute dagli incursori della Xª Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale sino all’armistizio:

  • Baia di Suda – 25 – 26 marzo 1941: Affondamento dell’incrociatore York di 8.250 tsl. e grave danneggiamento della cisterna Pericles di 8.324 tsl.
  • Alessandria – dicembre 1941: Poste fuori servizio le due navi da battaglia Queen Elizabeth e Valiant; danneggiamento della cisterna Sagona (7.750 tsl) e del C.T. Jervis.
  • Sebastopoli – 10 giugno 1942: Affondamento di una motonave da 5.000 tsl.
  • Sebastopoli – 12 giugno 1942: Danneggiamento di un piroscafo da 10.000 tsl successivamente affondato da aerei tedeschi.
  • Sebastopoli – 18 giugno 1942: Danneggiamento dell’incrociatore Molotov da 10.230 tsl e affondamento di due imbarcazioni armate.
  • Sebastopoli – 19 giugno 1942: Affondamento del sommergibile “Qquoka”.
  • Sebastopoli – 1 luglio 1942: Nell’occasione della capitolazione di Sebastopoli le unità della flottiglia svolsero una intensa attività di rastrellamento, sostenendo scontri con motovedette e cannoniere. Affondamento di una motovedetta.
  • Sebastopoli – 19 maggio 1943: Danneggiamento, dopo aspro combattimento, di due motovedette sovietiche.
  • Gibilterra – luglio 1942: Danneggiamento dei piroscafi “Meta” (1.575 tsl), “Shuma” (1.494 tsl), “Empire Snipe” (2.497 tsl) e “Baron Douglas” (13.899 tsl).
  • Gibilterra – maggio 1943: Grave danneggiamento dei tre piroscafi carichi Pat Harrison (7.000 tls), Mashud (7.500 tsl) e Camerata (4.875 tsl).
  • Gibilterra – agosto 1943 Affondamento della petroliera “Thorshov” (10.000 tsl) e dei piroscafi “Stanridge” (6.000 tsl) e “Harrison Gray” Otis (7.000 tsl).
  • Algeri – dicembre 1942: Affondamento dei piroscafi “Ocean Vanquisher” (7.147 tsl) e “Berto” (1.493 tsl); danneggiamento dei piroscafi “Empire Centaur” (7.041 tsl) e “Armattan” (6.587 tsl).
  • Alessandretta e Mersina – giugno luglio e agosto 1943: Affondamento dei piroscafi “Orion” (7.000 tsl) e “Farnplant” (7.000 tsl) e danneggiamento del piroscafo “Kaituna” (10.000 tsl)

 

Il dopoguerra.

Nel dopoguerra l’attività degli Assaltatori riprese sotto la copertura delle operazioni di bonifica e sminamento dei porti. Poi, con il trasferimento semiclandestino dei pochi mezzi superstiti da Venezia al Varignano, l’attività riprese sino a saldarsi con quella di oggi. Nel 1954 fu ricostituito il gruppo con il nome di Comsubin (Comando Subacqueo Incursori). Un attività meno nota di alcuni degli uomini che fecero parte della Xª Flottiglia MAS fu quella di addestramento di unità speciali. Tra questi Fiorenzo Capriotti che addestrò il reparto speciale della marina israeliana, che con le tattiche sviluppate dalla Xª durante la seconda guerra mondiale affondò, il 22 ottobre 1948 l’ammiraglia egiziana El Amir Faruk. Il 22 ottobre 1992 Capriotti fu insignito dall’ammiraglio Ami Ayalon del grado di comandante onorario della 13ª Flottiglia (Shayetet 13).[2]

 

Decorati con la Medaglia d’Oro al valor militare.

 

Note:

  1. ↑ vedi: Operazione S – Obiettivo Manhattan – Novembre 1942 – Settembre 1943 in Luigi Romersa. Le armi segrete di Hitler, Mursia, 2005
  2. ↑ vedi: Fiorenzo Capriotti. Diario di un fascista alla Corte di Gerusalemme, 2002

 

Bibliografia:

  • Arrigo Petacco. Storia del Fascismo
  • J. Valerio Borghese. Decima Flottiglia MAS
  • Sergio Nesi. Decima flottiglia nostra
  • L. Emilio Longo. I reparti speciali italiani nella seconda guerra mondiale
  • Lapo Mazza Fontana. Italia über alles
  • Arrigo Petacco. Le Battaglie navali del mediterraneo nella seconda guerra mondiale
  • Luciano Barca. Buscando per mare con la decima MAS

http://it.wikipedia.org/

Inno della Xª Flottiglia MAS.

Giugno 6, 2007

Conosciuta anche con il titolo: La canzone della “Decima”, 1944.

“Quando pareva vinta Roma antica,
sorse l’invitta Decima Legione,
vinse sul campo il barbaro nemico
Roma riebbe pace con onore.

Quando l’ignobil otto di Settembre
abbandonò la Patria il traditore,
sorse dal mar la Decima Flottiglia
e prese l’armi al grido “Per l’Onore!”.

Decima, Flottiglia nostra
che beffasti l’Inghilterra,
vittoriosa ad Alessandria,
Malta, Suda e Gibilterra.
Vittoriosa già sul mare,
ora pure sulla terra
Vincerai!

Navi d’Italia che ci foste tolte,
non in battaglia ma col tradimento,
nostri fratelli prigionieri o morti
noi vi facciamo questo giuramento:

noi vi giuriamo che ritorneremo
là dove Dio volle il tricolore,
noi vi giuriamo che combatteremo
finchè riavremo pace con onore!

Decima, Flottiglia nostra
che beffasti l’Inghilterra,
vittoriosa ad Alessandria,
Malta, Suda e Gibilterra.
Vittoriosa già sul mare,
ora pure sulla terra
Vincerai!”

http://incursori.wordpress.com/

Decaloghi della X^ Flottiglia MAS

Giugno 6, 2007

Decalogo della Xa Flottiglia MAS nella Regia Marina:

  1. Stai zitto.
    È indispensabile mantenere il segreto anche nei minimi particolari e con chiunque, anche con gli amici e parenti cari. Ogni indiscrezione è un tradimento perché compromette la nostra opera e può costare la vita a molti dei nostri compagni.
  2. Sii serio e modesto.
    Hai promesso di comportarti da Ardito. Ti abbiamo creduto. Basta così. E’ inutile far mostra della tua decisione con parenti, amici, superiori e compagni. Non si fa, di una promessa così bella, lo sgabello per la tua vanità personale. Solo i fatti parleranno.
  3. Non sollecitare ricompense.
    La più bella ricompensa è la coscienza di aver portato a termine la missione che ci è affidata. Le medaglie, gli elogi, gli onori rendono fieri chi li riceve per lo spontaneo riconoscimento di chi giudica, non chi li sollecita o li mendica.
  4. Sii disciplinato.
    Prima del coraggio e dell’abilità ti è richiesta la disciplina più profondamente sentita: dello spirito e del corpo. Se non saluti, se non sei educato, se non obbedisci nelle piccole cose di ogni giorno, se il servizio di caserma ti pesa e ti sembra indegno di te, se non sai adattarti a mangiare male e dormire peggio: non fai per noi.
  5. Non aver fretta di operare, non raccontare a tutti che non vedi l’ora di partire.
    Potrai operare solo quando il tuo cuore, il tuo cervello e il tuo corpo saranno pronti. Se sei impaziente, non sei pronto. Devi imparare a conoscere perfettamente la tua arma e ad impiegarla in ogni contingenza in maniera perfetta. L’addestramento non è mai eccessivo. Devi appassionarti ad esso. Devi migliorarti ogni giorno. Solo chi ti comanda è giudice insindacabile delle tue possibilità.
  6. Devi avere il coraggio dei forti, non quello dei disperati.
    Ti sarà richiesto uno sforzo enorme, solo al di là del quale sta il successo. Per compierlo, hai bisogno di tutte le tue energie fisiche e morali. La tua determinazione di riuscire ad ogni costo deve perciò nascere dal profondo del tuo cuore, espressione purissima del tuo amore per la Patria, e non deve essere il gesto di un disperato di un mancato o di un disilluso. La tua vita militare e privata deve essere perciò onesta , semplice e serena.
  7. La tua vita è preziosa. Ma l’obbiettivo è di più prezioso.
    Devi ricordartelo nel momento dell’azione. Ripetilo a te stesso cento volte al giorno e giura che non fallirai la prova.
  8. Non dare informazioni al nemico.
    Non devi far catturare le armi ed il materiale a te affidato. Se dopo aver operato cadi prigioniero, ricordati che al nemico devi comunicare solo le tue generalità e il tuo grado.
  9. Se prigioniero, sii sempre fiero di essere italiano, sii dignitoso.
    Non ostentare la tua appartenenza ai Mezzi d’Assalto. Cerca, nelle tue lettere ai familiari, di comunicare come meglio potrai e saprai, tutto quanto conosci dell’azione a cui hai partecipato e sul nemico in genere. Cerca sempre, se possibile, di fuggire.
  10. Se cadrai mille altri ti seguiranno; da gregario diventerai un capo, una guida, un esempio.

 

Precedente Decalogo della Xa Flottiglia MAS:

  1. Dio, Patria, Famiglia, siano i principi della tua esistenza.
  2. Se dai la tua parola, sia essa come Vangelo. Non accettare compromessi e non sarai compromesso.
  3. Difendi la Patria contro qualsiasi invasore. I suoi confini sono intangibili e per essi lotta fino all’estremo sacrificio.
  4. In pace o in guerra sii leale, onesto e laborioso per sentirti fiero di essere italiano.
  5. Rispetta te stesso – Rispetta gli altri – Sarai rispettato.
  6. Non mancare di parola e non tradire. Non assalire alle spalle: morte e nemico si guardano in faccia.
  7. La disciplina ti sia di guida: saper ubbidire è saper comandare.
  8. La tua parola vola, il tuo esempio trascina.
  9. Il tuo pensiero, la tua azione, la tua volontà siano coerenti alla difesa della dignità e dell’onore della Patria.
  10. L’appartenenza alla DECIMA sia con fierezza il tuo orgoglio.

http://www.incursori.net/